L’ansia è una normale risposta fisiologica del nostro organismo, è una risorsa funzionale in situazioni di pericolo temuto o reale e di incertezza poiché predispone la persona ad un comportamento di attacco o fuga o dissociazione (fight, flight, freezing). Se mantenuta sotto controllo aiuta a migliorare le prestazioni fisiche e cognitive (ad esempio durante esami o gare sportive): si parla allora di ansia positiva o eu-stress.

Quando però le reazioni fisiologiche sono eccessive, ingiustificate o immotivate rispetto alle situazioni possiamo parlare di disturbo d’ansia generalizzata (DAG). Questo disturbo può complicare notevolmente la vita di una persona e renderla incapace di affrontare anche le più comuni situazioni.

stressChi soffre del disturbo d’ansia generalizzato è costantemente preda di uno stato di tensione e agitazione accompagnato da una persistente inquietudine e preoccupazione cronica anche nello svolgimento delle normali attività quotidiane. Questo tipo di ansia non è evocato da una particolare situazione o oggetto poiché, come altri disturbi, è una risposta comportamentale appresa che può compromettere fortemente la qualità della vita di chi ne soffre tanto da provocare alcuni di questi sintomi:

  • irrequietezza o sentirsi tesi o “coi nervi a fior di pelle”
  • facile affaticabilità
  • difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria
  • irritabilità
  • tensione muscolare
  • alterazioni del sonno
  • emicrania
  • palpitazioni

Questo tipo di disturbo è cronico e il suo esordio precoce tanto che spesso la persona si descrive come ansiosa da tantissimi anni. Oltre a descriversi in questo modo chi soffre del disturbo riconosce la sproporzione tra la dimensione reale delle difficoltà da affrontare e l’ansia che queste provocano in lui ma non riesce a fare a meno di preoccuparsi.

Trattamento

Il trattamento del disturbo d’ansia generalizzato tende a modificare le cognizioni distorte del paziente e a sostituire i pensieri catastrofizzanti con visioni più realistiche della realtà, inoltre vengono insegnate al paziente tecniche di rilassamento per controllare i sintomi neurovegetativi causa del malessere.

Marco Vicentini

Ho 48 anni, due figli e due gatte. Ho studiato filosofia, teologia e poi sono approdato alla psicologia sperimentale e alla meditazione. Da quasi 20 anni mi sono dedicato alla psicologia clinica e alla psicoterapia con l'utilizzo delle nuove tecnologie, cercando di coniugare la bontà della relazione terapeutica con il metodo e le buone prassi emergenti. Assieme a colleghi abbiamo impostato un lavoro a rete che ci permette di offrire un servizio specifico per differenti fasce d’età e di esigenze nell’ambito clinico ed educativo.