Le rassicurazioni sono comportamenti che mettiamo in atto, spesso senza rendercene conto, per ridurre l’ansia e gestire una minaccia percepita. Quando qualcuno ci rassicura, o cerchiamo una rassicurazione, proviamo un immediato sollievo dal disagio, anche se temporaneo (Duca, 2012).
Dal punto di vista evolutivo, questo meccanismo si sviluppa fin dalla prima infanzia. Sin da piccoli impariamo che le rassicurazioni, fornite dai genitori o da chi si prende cura di noi, ci aiutano a sentirci più tranquilli aiutandoci a regolare le nostre emozioni fuori soglia. Crescendo, diventiamo più autonomi e impariamo a gestire la maggior parte delle situazioni problematiche senza ricorrere in continuazione a rassicurazioni esterne. Tuttavia, anche in età adulta, è utile e adattivo cercare rassicurazioni in momenti di incertezza, soprattutto quando ci sentiamo insicuri rispetto alle nostre capacità di affrontare le difficoltà (Halldorsson & Salkovskis, 2023). Un attaccamento sicuro si caratterizza infatti per la capacità di auto-modulare le proprie emozioni e anche di lasciarsi etero-regolare nelle proprie emozioni.
Quando la ricerca di rassicurazioni diventa eccessiva, può trasformarsi in un comportamento problematico, ostacolando la gestione autonoma efficace delle proprie emozioni e impedendoci di sviluppare abilità adattive.
Quando la ricerca di rassicurazioni diventa problematica
Chiedere rassicurazioni è un comportamento che si osserva in diversi disturbi psicologici, in particolare nei disturbi d’ansia, nella depressione e nel disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). Questo lo rende un meccanismo transdiagnostico centrale nei disturbi delle emozioni (Barlow et al., 2021). Tuttavia, la natura e le motivazioni della ricerca di rassicurazioni possono variare a seconda del disturbo.
- Nel disturbo ossessivo-compulsivo la ricerca di rassicurazioni agisce come una strategia di neutralizzazione del pericolo percepito: chiedere rassicurazioni riduce temporaneamente la percezione della minaccia, la probabilità che l’evento temuto accada e il senso di responsabilità per le possibili conseguenze negative (Haciomeroglu, 2020).
- Nella depressione, la ricerca eccessiva di rassicurazioni si concentra spesso sulla propria amabilità o sul proprio valore personale, portando chi ne soffre a dubitare continuamente del proprio posto nelle relazioni o nella vita (Stewart, 2013).
Quali sono le conseguenze negative della ricerca di rassicurazioni?
Sebbene ottenere rassicurazioni offra un sollievo immediato, gli effetti negativi a lungo termine possono essere significativi.
1. Mantenimento del disturbo
In alcuni disturbi, come nel DOC, la ricerca eccessiva di rassicurazioni può giocare un ruolo significativo nel mantenimento del disturbo a lungo termine (Duca, 2012).
Barlow (2021) descrive la ricerca di rassicurazioni come una strategia di coping evitante. Di fronte al disagio percepito, la persona tende a evitare la situazione che la preoccupa cercando rassicurazioni, ottenendo così un sollievo temporaneo (rinforzo negativo). Tuttavia, questo comportamento finisce per rafforzare l’evitamento, impedendo di affrontare realmente il problema e alimentando ulteriormente l’ansia. Quando una persona si affida eccessivamente a questa strategia, rischia di utilizzarla come soluzione unica rispetto ad altre modalità di risposta. Questo comportamento limita la capacità di gestire efficacemente le emozioni negative quotidiane e ostacola la possibilità di mettere in discussione le convinzioni negative che mantengono il disturbo.

2. Intensificazione delle emozioni negative
I comportamenti di ricerca di rassicurazioni possono essere accompagnati da un successivo aumento dell’intensità e della frequenza di una serie di emozioni negative (Barlow, 2021).
Ad esempio, chi soffre di DOC teme spesso di irritare o frustrare chi offre le rassicurazioni. Questo timore può far emergere sentimenti di imbarazzo e la paura di essere percepito dagli altri come “pazzo” o “debole”. Inoltre, quando la richiesta di rassicurazione si rivolge ripetutamente alla stessa persona, è comune che insorga un senso di colpa, che contribuisce ad aumentare il disagio emotivo (Haciomeroglu, 2020).
L’eccessiva ricerca di rassicurazioni contribuisce anche alla generazione di stress (Tuna, 2020).
3. Problemi nella relazione con l’altro
L’eccessiva ricerca di rassicurazioni può avere un impatto negativo sulle relazioni interpersonali (Haciomeroglu, 2020).
- Nel DOC, coloro che offrono le rassicurazioni possono sentirsi sopraffatti dalle continue richieste, il che può portare a conflitti nella relazione (Haciomeroglu, 2020).
- Nella depressione, questa ricerca costante di rassicurazioni può contribuire al deterioramento delle relazioni, specialmente quelle sentimentali (Lord et al., 2020). Infatti, l’eccessiva ricerca di rassicurazioni è spesso associata a valutazioni negative da parte del partner e a una minore soddisfazione della relazione di coppia (Stewart & Harkness, 2017).
Come affrontare le rassicurazioni in psicoterapia?
Gestire la ricerca di rassicurazioni è una sfida importante in psicoterapia, specialmente per i pazienti con disturbi dello spettro ansioso o dello spettro ossessivo-compulsivo, che spesso chiedono rassicurazioni sia dai propri cari che dallo psicoterapeuta stesso (Duca, 2012).
Lasciare spazio al dubbio
Per favorire il cambiamento, è essenziale che lo psicoterapeuta eviti di fornire le rassicurazioni richieste (Haciomeroglu, 2020), lasciando il paziente nel dubbio. Questo aiuta la persona a comprendere che non potrà mai ottenere la certezza assoluta che l’evento temuto non accada, favorendo così l’accettazione della minaccia, obiettivo centrale del trattamento del DOC (Duca, 2012).
Informare la persona
Lo psicoterapeuta dovrebbe aiutare la persona a comprendere come le rassicurazioni contribuiscono al mantenimento del disturbo (Duca, 2012). Inoltre, è fondamentale sensibilizzarla sulle emozioni che possono derivare dalla ricerca di rassicurazioni e spiegarle l’impatto che queste emozioni possono avere sia su di lei che sui suoi familiari (Haciomeroglu, 2020).
Riduzione dell’accomodamento
Un approccio comune nella terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è la riduzione dell’accomodamento, in cui i partner vengono istruiti a non fornire rassicurazioni (Neal & Radomsky, 2020). Questo metodo, però, può essere vissuto come distruttivo o percepito come un rifiuto dal paziente (Halldorsson & Salkovskis, 2023).
Integrare rassicurazioni e supporto
Un approccio più efficace potrebbe includere la rassicurazione, accompagnata da un’identificazione empatica del problema e da un sostegno attivo nell’affrontarlo in un approccio di tipo cooperativo. Questo metodo, noto come fornitura di supporto, si distingue dall’approccio meno efficace di offrire rassicurazioni isolate (Halldorsson & Salkovskis, 2023).
Questo tipo di intervento si è dimostrato efficace nel ridurre la ricerca di rassicurazioni e migliorare la percezione di utilità del trattamento (Neal et al., 2019).
Un approccio personalizzato per ogni disturbo
Sebbene l’eccessiva ricerca di rassicurazioni sia riconosciuta come un meccanismo transdiagnostico, ogni disturbo presenta processi cognitivi e comportamentali specifici che favoriscono e mantengono questo comportamento. Ciò suggerisce che un approccio terapeutico unico potrebbe non essere efficace. Gli psicoterapeuti sono quindi chiamati a personalizzare il modo in cui affrontano la ricerca di rassicurazioni e a modulare le indicazioni rivolte a partner e pazienti, tenendo conto delle peculiarità dei diversi disturbi (Halldorsson & Salkovskis, 2023).
In conclusione…
Imparare a gestire il bisogno di rassicurazioni è un passo fondamentale per affrontare l’ansia e migliorare la qualità della vita, promuovendo relazioni più sane e una maggiore fiducia nelle proprie capacità.
Per approfondire
- Barlow, D. H., Curreri, A. J., & Woodard, L. S. (2021). Neuroticism and disorders of emotion: A new synthesis. Current Directions in Psychological Science, 30(5), 410-417.
- Duca, N. (2012). Aspetti relazionali nel trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo: la relazione terapeutica con il paziente ossessivo. Cognitivismo Clinico, 74+.
- Haciomeroglu, B. (2020). The role of reassurance seeking in obsessive compulsive disorder: the associations between reassurance seeking, dysfunctional beliefs, negative emotions, and obsessive-compulsive symptoms. BMC Psychiatry, 20(1), 356.
- Halldórsson, B., & Salkovskis, P. M. (2023). Reassurance and its alternatives: Overview and cognitive behavioural conceptualisation. Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, 36.
- Lord, K. A., Harkness, K. L., Suvak, M. K., & Stewart, J. G. (2020). The affective dynamics of reassurance-seeking in real-time interactions. Journal of Social and Personal Relationships, 37(2), 676-694.
- Neal, R. L., & Radomsky, A. S. (2019). How do I say this? An experimental comparison of the effects of partner feedback styles on reassurance seeking behaviour. Cognitive Therapy and Research, 43, 748-758.
- Neal, R. L., & Radomsky, A. S. (2020). What do you really need? Self- and partner-reported intervention preferences within cognitive behavioural therapy for reassurance seeking behaviour. Behavioural and Cognitive Psychotherapy, 48(1), 25–37.
- Stewart, J. G. (2017). Testing an integrated interpersonal theory of depression: The role of dysphoria, negative relationship cognitions and excessive reassurance-seeking in predicting rejection [ProQuest Information & Learning]. In Dissertation Abstracts International: Section B: The Sciences and Engineering (Vol. 78, Issue 1–B(E)).
- Stewart, J. G., & Harkness, K. L. (2017). Testing a revised interpersonal theory of depression using a laboratory measure of excessive reassurance seeking. Journal of Clinical Psychology, 73(3), 331-348.
- Tuna, E. (2020). Predictors of stress generation in Turkish young adults: The role of rumination and excessive reassurance seeking. International Journal of Psychology, 55(6), 907–915.



